11 Nov 13 novembre ore 18 CSC UNLA – 14 novembre ore 9.30 Liceo Classico De Castro – AYA ASHOUR: COSTRUIRE LA PACE PER NON PERDERE LA SPERANZA
Istituto di Istruzione Superiore “S.A. De Castro” di Oristano e Terralba – Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano
Aya Ashour
COSTRUIRE LA PACE PER NON PERDERE LA SPERANZA
Intervista
Sabrina Sanna
Traduzione dall’inglese
Francesca Carboni
Giovedì 13 novembre 2025 ore 18
Sala Centro Servizi Culturali UNLA
Via Carpaccio, 9 – Oristano
Le persone potranno accedere all’iniziativa solo tramite prenotazione via mail all’indirizzo salacsc@centroserviziculturali.it ed esclusivamente dietro conferma mail del CSC.
Le mail di prenotazione vanno inviate entro le 12.00 del giorno del 13 novembre.
I posti saranno assegnati in base all’ordine di arrivo delle mail.
Venerdì 14 novembre 2025 ore 9.30
Liceo Classico De Castro Piazza Aldo Moro
Ingresso libero
Nota biografica di Aya Ashour a cura dell’Istituto “De Castro-Contini”
Giovane giornalista e ricercatrice palestinese, Aya Ashour si è laureata in Diritto Internazionale presso l’Università Al-Azhar di Gaza.
Ha iniziato da giovanissima a scrivere e documentare la vita quotidiana nella Striscia, con un’attenzione particolare alle donne, ai bambini e al diritto all’educazione in contesti di guerra.
Nel 2023 ha intrapreso un progetto di documentazione personale e collettiva che racconta la quotidianità del conflitto dal punto di vista civile, un archivio di memoria visiva e scritta che oggi rappresenta una delle poche testimonianze dirette di quella realtà.
Nota al pubblico italiano per le sue corrispondenze su Il Fatto Quotidiano con le quali ha raccontato la tragedia del suo popolo e quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza.
Grazie ad una petizione lanciata dallo stesso giornale, all’impegno civile e istituzionale dell’Università per Stranieri di Siena, all’intervento personale del Rettore, professor Tomaso Montanari, e a quello del Ministro degli Esteri e della ministra dell’Università e della Ricerca, Aya ha potuto lasciare la sua terra per arrivare in Italia dove, dallo scorso giugno, è accolta dall’Università per Stranieri di Siena per portare a termine un lavoro di ricerca sul trauma e sul danno subito dal popolo palestinese, in una prospettiva di genere.
Lo scorso 18 ottobre, insieme ad altri due giornalisti palestinesi, ha ricevuto il Premio giornalistico Colombe d’Oro per la Pace, un premio istituito dall’IRIAD (Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo) nel 1986 con l’obiettivo di incoraggiare il mondo dell’informazione a farsi portavoce dei temi della pace e del controllo degli armamenti. La Giuria del Premio ha inteso riconoscere il coraggioso lavoro dei giornalisti palestinesi che, a rischio della propria vita, documentano la realtà di Gaza.
Il 6 novembre le è stato assegnato il più alto riconoscimento conferito dal MedFilm Festival, il Premio Koinè – rivolto a personalità del mondo dell’arte, della scienza, dell’impresa culturale e dell’associazionismo che si siano distinte per l’impegno a mantenere vivo il dialogo tra i popoli del Mediterraneo – con la seguente motivazione:
“Per aver difeso, con la forza della verità e della parola, il diritto all’informazione e all’istruzione, raccontando al mondo cosa significa vivere oggi a Gaza. In una Striscia chiusa alla stampa internazionale da oltre due anni, Aya Ashour ha narrato con lucidità e profonda dignità gli orrori della guerra e la resilienza del suo popolo, continuando a testimoniare anche sotto le bombe la realtà della sua famiglia e dei civili intrappolati nel conflitto. Operatrice umanitaria con Save the Children e Médecins du Monde – Svizzera, giornalista per Il Fatto Quotidiano e oggi ricercatrice presso l’Università per Stranieri di Siena, Aya incarna il coraggio di chi trasforma il dolore in conoscenza e la testimonianza in impegno civile. Simbolo di verità, dignità e resistenza, la sua voce continua a ricordarci il valore universale della giustizia e della vita”.

