Centro Servizi Culturali Oristano - UNLA
Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano

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Cinema italiano 1960

Cinema italiano 1960

Cinema italiano 1960

Cinema italiano 1960

Mercoledì 23 e Giovedì 24 novembre – Sala Centro Servizi Culturali UNLA via Carpaccio 9 Oristano
Biblioteca Gramsciana Onlus, Nur, e Cineclub Oristanese, in collaborazione con il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano
organizzano un evento dal titolo Cinema italiano 1960, dedicato a Guido Aristarco, a vent’anni dalla sua scomparsa, e alla rivista Cinema Nuovo, da lui diretta dal 1952 sino al 1996 

Mercoledì 23 novembre ore 20
Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti Proiezione in blueray – copia restaurata dalla Cineteca di Bologna
Giovedì 24 novembre ore 20
La dolce vita di Federico Fellini

Le serate saranno introdotte da Auro Bernardi – Giornalista, critico cinematografico, collaboratore di Cinema Nuovo Aristarco che è stato fra i più importanti critici e teorici del cinema in Italia, ritenne che il 1960 sia stato un anno di ripresa del cinema italiano, dopo la grande stagione del neorealismo. In quell’anno uscirono Rocco e i suoi fratelli di Visconti, L’avventura e La notte di Antonioni e La dolce vita di Fellini.
Sebbene l’evento fosse meditato già da tempo l’acquisizione al patrimonio bibliografico della Biblioteca Gramsciana dell’intera collezione di Cinema Nuovo, che fa pandant con tutte le opere di Guido Aristarco e dei collaboratori della rivista, formando dunque un fondo bibliografico unico nel suo genere, ha reso ineludibile l’organizzazione di un evento dedicato.
Aristarco muore 20 anni fa, l’11 settembre 1996, e con lui termina l’avventura di Cinema Nuovo. Abbiamo pensato che Il ventennale della morte di Aristarco fosse un utile occasione per tornare a parlare di una fattiva stagione della critica cinematografica italiana. Sull’efficacia delle scelte critiche di Aristarco il grande critico Adelio Ferrero (Adelio Ferrero, Giovanna Grignaffini, Leonardo Quaresima, Il Cinema Italiano degli anni ’60, Guaraldi, Firenze 1977, pp. 3-4), stigmatizzando l’inadeguatezza generale della “sistemazione storico critica del cinema italiano”, osservava che ”Nel caso del cinema italiano, così, il più coerente lavoro di lettura, condotto secondo precisi punti di riferimento critico – metodologico e capace di sottrarsi all’impressionismo e alla frammentazione, resta effettivamente quella di Aristarco.”
Auro Bernardi nasce a Cremona il 2 dicembre 1952, a 90 km e 13 giorni di distanza da Cinema Nuovo il cui primo numero esce a Milano il 15 dicembre di quello stesso anno. Dopo le scuole dell’obbligo e il Liceo Classico si iscrive alla Facoltà di Lettere dell’Università di Pavia dove studia con Dante Isella, Maria Corti, Cesare Segre, Rossana Bossaglia, Sisto Della Palma, Alfredo Bosisio, Mario Bendiscioli e Arturo Colombo. Si laurea nel 1976, a 23 anni, con il massimo dei voti discutendo una tesi sperimentale in Storia e Critica del Cinema, relatore Lino Peroni. Il primo docente della materia era stato Adelio Ferrero. La sua è la prima tesi in questa disciplina discussa nell’ateneo pavese. Dopo la laurea inizia a insegnare e contemporaneamente collabora con il giornale locale dove viene assunto nel 1983 cominciando così la carriera giornalistica. Nel frattempo la sua tesi vince il Premio Pasinetti Cinema Nuovo che gli apre le porte della rivista di cui è sempre stato attento lettore. La tesi viene pubblicata da Dedalo con il titolo L’arte dello scandalo-L’âge d’or di Luis Buñuel. Inizia così la collaborazione con Guido Aristarco e Cinema Nuovo che dura fino al 1996 quando, con la scomparsa di Aristarco, la testata chiude. Nel 1988 si trasferisce a Milano dove lavora in vari quotidiani e riviste tra cui Il Moderno, Il Giorno, La Repubblica, FilmTv, Capital, Tuttoturismo e altre testate minori. Continua anche l’attività di saggista con monografie e curatele tra cui Al cinema con Savinio (Métis), Luis Buñuel, Goya 1926 (Marsilio), Cinema e/è Cibo (Ed Humaniter), Luis Buñuel (monografia), Buñuel cittadino messicano, Carl Theodor Dreyer – Il Verbo, la legge, la libertà e Lo schermo di Dio-Cinema e pensiero religioso (tutti con Le Mani). Nel 1993-94 è professore a contratto di Storia del Cinema presso la Facoltà di Musicologia dell’Università di Pavia. Negli anni collabora con seminari, corsi e convegni sul cinema con diverse istituzioni tra cui il Senato della Repubblica Italiana , l’Associazione Humaniter, la Provincia il Comune e l’Instituto Cervantes di Milano, il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine , le Università di Saragozza (Spagna), Bergamo e Torino e l’Istituto per gli Studi Filosofici di Napoli. Tra le sue pubblicazioni figurano anche il Corso di Geografia Turistica edito da Zanichelli e il romanzo All’alba del Terzo Giorno (Pardes).